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Favole e femminilità: quali fiabe per le nostre principesse?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver studiato il tema della violenza sulla donna, mi sono accorta ancora di più di quanto sia importante e delicato il momento dell’infanzia per le bambine, le quali dalle informazioni raccolte in favole e giochi creano mondi fantastici su cui ricamare nuovi racconti, tutti personali.

Per la donna è necessario un cambio di rotta, mi sembra oramai evidente, riguardo l’immagine che la imprigiona in una situazione alquanto scomoda e pericolosa.

Così sono arrivata alle fiabe.

Non è necessario togliere le vecchie (seppur tremende) fiabe che oramai fanno parte della tradizione: le nostre piccole le incontreranno comunque nel cammino. Importante sarebbe dare altri esempi, aiutarle a riflettere, per costruire un’immagine di donna capace di volere per sé una vita soddisfacente, entusiasmante, piena. 

Eccomi alle vecchie fiabe, di cui voglio solo fare una breve analisi, per poi andare oltre.

Di cosa sto parlando? Prendiamo la vecchia cara biancaneve….La matrigna è una donna bella e crudele, nulla di più viene detto di questa donna,  il cui unico interesse è guardare la propria immagine allo specchio, come se di lei null’altro importasse. 

Davanti a uno specchio che nella versione Disney (la più conosciuta d’altronde!) non riflette nemmeno la sua immagine  cioè non le restituisce nemmeno una forma di sé, ma emette solo una voce maschile con un giudizio sul proprio valore, puramente estetico. 

Questa donna, sposata ad un uomo che non si vede (nemmeno lui!), scopre che la figlia della moglie precedente è più bella di lei. L’invidia la possiede e cerca di ucciderla. 

Biancaneve d’altronde è una ragazza bella e buona (che non sia mai possieda un pò di rabbia e grinta, sempre e solo doti scisse e idilliache!) che cucina e lava, cantando con passione. La dolce ragazza non riesce a vedere male alcuno, accetta con sottomissione tutto:  non pensa nemmeno che la vecchietta brutta e arcigna possa farle male!

Qui come nella maggior parte delle fiabe la fanciulla ingenua muore/si addormenta e solo un principe azzurro dopo averla baciata (lasciamo perdere il bacio non richiesto e il fatto che viene dato in questa fiaba senza averla nemmeno conosciuta) la salva. Il salvataggio avviene sempre per opera di qualcuno (uomo) che arriva e porta via la fanciulla altrimenti spacciata, con un bacio d’amore, promessa eterna d’un sentimento che non morirà mai.

Nel salvataggio c’è sempre il doppio inganno del messaggio: “ti voglio bene”e “non ce la faresti sennò”. Proprio questo secondo passo intrappola la persona salvata in un’idea di sé “incapace di”…ed è quello che nel ruolo uomo-donna dobbiamo sradicare.

Appare una figura di donna che può aspirare solo all’amore (non ha altro interesse che la renda veramente appagata), è l’oggetto di un bacio (non soggetto, non le è nemmeno chiesto il permesso) che ne segnerà il destino di felicità. La matrigna d’altronde non ci mostra altre dimensioni importanti se non quella di un valore femminile (solo di bellezza) che ancora una volta è valorizzato, reso importante o meno dall’uomo. 

E cenerentola? Anche qui la matrigna e le figlie sono donne senza padre/compagno, che agognano bellezza e ricchezza, la felicità solo con un uomo ricco e bello. Cenerentola è buona perché sottomessa, brava perché non si ribella, accetta tutto e sorride, finché non ce la fa più….e anche lei piange… La soluzione? Andare al ballo vestita bene e trovare un principe che la liberi…la fata madrina non poteva fare di meglio!

Ecco allora che le nostre bimbe aprono le bocche stupite dal bellissimo abito e dal ballo meraviglioso in cui il principe si innamora della principessa, senza nemmeno parlarle, perché talmente bella ….(unica cosa che conta!) da cercarla ovunque e sposarla per essere felici sempre. Insomma cenerentola non poteva proprio andarsene da sola e crearsi un’altra vita, cercarsi un principe che la considerasse anche per altro se non per vesti e apparenza!

Sono favole vecchie e come queste ce ne sono molte, le cose sono cambiate, ma rimangono nell’immaginario, quasi intoccabili!

La Disney  fortunatamente ha dato una bella svolta ai suoi cartoni con il passare del tempo e con la rivoluzione del mondo femminile, ancora in svolgimento. 

Un bellissimo cartone è a mio avviso Ribelle, che parla proprio del cambiamento generazionale, della donna come soggetto, che vuole scegliere per sé e dello scontro con lo stereotipo che la madre rappresenta. E’ anche un bellissimo film sul rapporto madre-figlia.  Nella relazione tra le due, nel suo evolversi all’interno del film, c’è tanto della presa di coscienza femminile, del sé come individuo, della difficoltà a staccarsi e del bisogno di seguire il proprio “fuoco fatuo”, il proprio fuoco interno, il vero sé. 

Altro bellissimo cartone è Oceania, meno profondo dal punto di vista femminile, ma comunque bellissimo perché l’eroina segue ancora una volta sè stessa, lasciando alle spalle le tradizioni (non androcentriche in questo caso) e affronta la madre terra (femmina) adirata perché nessuno, nemmeno un semi dio (un pò inaffidabile) può rubarle il cuore e portarlo via da lei, pena la distruzione (infertilità) delle isole… 

Altre fiabe molto belle da leggere alle nostre adorate piccole donne (e anche ai nostri adorati maschietti perché crescano con il loro lato femminile sviluppato e stiano meglio) sono molte, sono sempre di più…Alcuni titoli:  Ma le principesse fanno le puzzette? , Biancaneve e i 77  nani, La principessa salvata dai libri , Storie della buonanotte per bambine ribelli, Antiprincipesse: Frida Kahlo, Violeta Parra, ecc tanti altri di cui attendo la vostra segnalazione….

Per gli adulti: Donne che corrono coi lupi, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro.

 

Dott.ssa Erika Berton